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Think Afrika: what dreamland could become.

What do you think when you think of Africa? My question is asked mostly to those who have never visited this beautiful land. Including me. Years and years of massmedia communication have built specific believes in our minds; believes accompanied by a large amount of images related to its poorness and the problems it is continuously fighting. Unfortunaly this vision is likely to be the real present of this continent. It’s a land still torn to pieces by wild civil wars, huge medical interests, scarce hygienic conditions, so on and so forth. But what I’m trying to express today through this post is something quite different. The difference lies in my thought.thinkafrica

 

How I think of Africa. I think Africa is, in someway, very lucky.  Although very back on track under a technological, social and economic point of view it’s the land of the future. It will become, as it already is now, the less polluted place where to live. Investments in infrastructures will reflect centuries of experiments done elsewhere, and such investments will inevitably be more efficient and more eco-friendly. In one word: better. They will be better of our old coal mines and nuclear power plant. I dream of Africa as a pure land, where lights are turned on without fear of polluting the rest, where air is a perfumed breeze and water is as clean as stream’s. Mine is only a dream now, though I firmly believe it will become reality. Some day. Some day it will.

La Verità su Tremonti

Giulio Tremonti, attuale Ministro dell’Economia, è laureato in Giurisprudenza. Ed è la verità. Al massimo nella sua vita avrà dato 2 esami di economia.

Dichiarazioni Online

I write in italian…, because this time I write about a country matter…

Dichiarazioni Online? Ecco cosa penso.

Penso che la privacy in tutto ciò c’entri poco. Dalle sparute nozioni di Diritto Tributario che ricordo, la Dichiarazione dei Redditi è di fatto, una dichiarazione di scienza. Con tale termine si vuole dire che ogni contribuente comunica ciò che sa riguardo al proprio reddito e ne dà conoscenza alle autorità Statali per il contributo di Solidarietà Sociale di fondamento Costituzionale. Essendo questa una dichiarazione di scienza le implicazioni di carattere personale sono poche. Di solito la privacy entra in gioco quando il cittadino fornisce informazioni sensibili di penalizzarlo, come contatti (numeri telefonici, indirizzi), razza, religione, convinzioni politiche. In una società utopicamente perfetta queste informazioni non dovrebbero fare una grinza, vale a dire che conoscere che quel Tizio sia di religione, ebraica o musulmana, abbia quel numero di telefono ecc ecc non dovrebbe comportare nessun disagio o pericolo di maltrattamento per la sua persona.

Converrete però con me che il mondo non è così. Sfortunatamente aggiungerei.

Come cambierebbe la mia vita se tutti sapessero quanto guadagno e dichiaro? In quella società lì assolutamente nulla, in questa qui…, quella reale… SI.

Tutti saprebbero quanto dichiaro di guadagnare, come io saprei quanto dichiarano di guadagnare tantissime altre persone. Noto ciò scoverei il mio compaesano bugiardo in un nanosecondo e nulla mi impedirebbe di alzare la cornetta e chiamare la Guardia di Finanza per svelare che Caio non è affatto disoccupato, ma gestisce bensì una fabbrica di borse nell’entroterra Napoletano e tutti i week-end va nella sua villa a Sorrent. Quanto godrei…

Invece, secondo quanto paventato da personaggi che mi riservo di commentare più tardi potrei divenire vittima di terribili estorsioni e rapimenti…, sempre che io abbia dichiarato tutto ciò che davvero ho guadagnato.

Il personaggio in questione è l’ormai pubblicamente considerato Onnisciente, Peppe Grillo, tant’è che numerose persone arrivano a considerarlo come un oracolo di verità cosmica paragonabile a quello di Delphi. L’oracolo (e sapete a chi mi riferisco), con le sue dichiarazioni espresse tramite il frequentatissimo blog grida all’immediata chiusura del sito dell’Agenzia delle Entrare, fomentando la fobia della popolazione riguardo lo strapotere della Mafia e della Criminalità organizzata. In questi frangenti, mi piange il cuore vedere i burloni di corte che distruggono con poche ed apparentemente incongruenti parole ciò che anni di lotta alla Criminalità abbiano combattuto; mi sto riferendo alla paura.

Bene! Diciamo a tutti che lo Stato non ci protegge, che basta una dichiarazione dei redditi a renderci obiettivi sensibili alla Criminalità organizzata!

Questo atteggiamento mi sa di marcio quanto le dichiarazioni di esponenti politici e non che esortano e hanno esortato la popolazione a non agire in una certa maniera a causa di attacchi terroristici.

Non disegnate vignette satiriche sull’islam altrimenti ci cadono le bombe addosso! Oppure non prendete l’aereo, non prendete la metropolitana perché lo Stato non ci protegge dal terrorismo.

So che a molti queste considerazioni sembreranno prive di nesso, tuttavia un nesso c’è e posso renderlo palese: Beppe Grillo ha paura e la trasmette al suo (purtroppo) vasto pubblico.

La paura è un sentimento lecito e comprensibile, soprattutto quando si teme che una folla di adoranti “grillini” scopra quanto è ricco e poco “civico” Beppe Grillo e che con il redditometro siano capaci di tramutare in €uro la sua bellissima e poco operaia Ferrari.

… ovviamente le mie…, sono opinioni personali

Personal Opinions about Facts of the World

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